Imposta sostitutiva del 26% su azioni ed ETF
In Italia le plusvalenze realizzate con la vendita di azioni, ETF e altri strumenti finanziari sono redditi diversi di natura finanziaria e scontano un’imposta sostitutiva del 26%. Si calcola sul guadagno effettivo, cioè la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto (al netto dei costi di negoziazione).
A differenza del regime francese, non esiste un’imposta progressiva alternativa: l’aliquota è fissa al 26% per la maggior parte degli strumenti. Fanno eccezione i titoli di Stato italiani e assimilati (whitelist), tassati al 12,5% — non trattati da questo calcolatore, pensato per azioni, ETF e cripto.
Il simulatore qui sopra applica il 26% alla plusvalenza inserita e mostra il guadagno netto dopo le imposte.
Regime amministrato o dichiarativo
Con il regime amministrato, l’intermediario finanziario (banca o broker italiano) agisce da sostituto d’imposta: calcola, trattiene e versa il 26% per tuo conto a ogni operazione, senza alcun obbligo dichiarativo da parte tua.
Con il regime dichiarativo — tipico dei broker esteri e delle cripto-attività — sei tu a dover calcolare l’imposta e a versarla in sede di dichiarazione dei redditi, compilando il quadro RT. Le attività detenute all’estero, inclusi i wallet, vanno indicate nel quadro RW ai fini del monitoraggio fiscale.
Criptovalute: il 26% dal 2023
Dal 2023 le plusvalenze da cripto-attività sono espressamente inquadrate tra i redditi diversi e tassate al 26%. La soglia di esenzione di 2.000 € prevista in via transitoria non si applica più dal 2025: la plusvalenza è imponibile per intero, a prescindere dall’importo.
Plusvalenza cripto = Valore di realizzo − Costo di acquisto → Imposta = 26% della plusvalenza
La permuta tra cripto-attività aventi le stesse caratteristiche e funzioni non genera, in linea di principio, una fattispecie imponibile: l’imposta emerge alla conversione in valuta avente corso legale o al pagamento di beni e servizi. Conserva sempre lo storico completo delle transazioni.
Compensazione delle minusvalenze
Le minusvalenze realizzate su azioni e strumenti che generano redditi diversi possono essere compensate con plusvalenze della stessa natura entro i quattro anni successivi. Vanno riportate nel quadro RT per poter essere utilizzate negli anni futuri.
Attenzione a una peculiarità italiana: i guadagni sugli ETF armonizzati sono redditi di capitale, non redditi diversi. Di conseguenza, pur scontando anch’essi il 26%, non possono essere compensati con le minusvalenze pregresse — un’asimmetria da tenere presente nella pianificazione.
Quando e come dichiarare
In regime amministrato non devi fare nulla: l’imposta è già stata trattenuta dall’intermediario. In regime dichiarativo, plusvalenze e minusvalenze vanno riportate nel quadro RT della dichiarazione dei redditi dell’anno successivo alla loro realizzazione, mentre le attività estere (compresi i wallet cripto) vanno indicate nel quadro RW.
La vigilanza sui mercati finanziari e sugli intermediari in Italia è affidata alla CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa). Molti broker forniscono un riepilogo fiscale annuale delle operazioni utile alla compilazione.